Fotografie Varo/II
Ecco le ultime fotografie del varo:
tre amici, un flying junior, tanto lavoro
Ecco le prime fotografie del varo: spettacolo!
Weekend denso di emozioni, finalmente.
Sabato siamo riusciti a portare la barca al mare, grazie al grandissimo aiuto di Sauro e del suo camion.
Arrivati al Circolo Velico Punta Marina abbiamo subito destato la curiosità dei soci, tutti molto generosi in quanto a consigli e osservazioni sul nostro Flying Junior.
Sapevamo, e ci è stato confermato, che mancava qualche lavoretto; ma altri sono stati aggiunti in fretta: limare la pala del timone per averla verticale, cambiare il ponticello a prua, aggiustare il circuito per tenere abbassata la pala del timone, scoprire che la bellissima scotta randa nuova è corta: se a qualcuno serve una cima giallo-rossa da 8mm (mi pare) ci faccia un fischio.
Il sabato è passato a lavorare sotto la guida di Andrea, la domenica tutto è pronto, tranne l’invasione di Laser arrivati per la regata della Settimana Velica. Meglio aspettare, ma tutte quelle vele identiche sono uno spettacolo.
Usciti tutti: foto di rito, barca in acqua, si esce.
Due giretti con Andrea a bordo, poi finalmente un’uscita noi tre. Timore per uscire dagli scogli (due tentativi aboriti per sicurezza), timorissimo per rientrare (buona la prima, però), vento giusto per iniziare. OTTIMO!
A presto le foto.
Quest’anno il nostro FJ sarà spiaggiato al Circolo Velico Punta Marina, subito sotto al canale prima di Lido Adriano.
Ecco la mappa per raggiungerci:
Visualizzazione ingrandita della mappa
Dato che non ci vogliamo far mancare nulla, l’altro giorno abbiamo scoperto che c’era una falla nello scafo. Due crepe a croce, con buchetto in mezzo. Tipo una martellata, diciamo.
Non abbiamo idea di come sia stato possibile, dato che non ce ne eravamo mai accorti, ma tant’è.
Quindi, ennesimo rinvio del varo e riparazione falla.
Come si ripara una falla in una barca a doppiofondo senza fori di ispezione?
Semplice: seguendo questo magnifico link, proveniente dal grandissimo cantierino.it
Non c’è nulla da aggiungere che non sia su quel sito, perciò vi rimando semplicemente alle foto dell’operazione:
Nonostante tutto siamo ancora qua.
Alla fine abbiamo rinunciato a fare la testa del timone in alluminio causa le troppe difficoltà di saldatura e di realizzazione dei vari collegamenti: ci siamo fiondati nell’officina di Denis e con una bella lastra di acciaio inox e qualche saldatura abbiamo un timone nuovo.
Passiamo alla tecnica: il materiale è acciaio inox in lastra spessore 5mm, gentilmente offerta da Denis. E’ molto spessa e pesante, pure troppo, ma quello c’era e quello ci siamo fatti andare bene.
La forma è stata volgarmente copiata dalla vecchia testa in plastica, prima Denis ha tagliato le due facce laterali, unite tramite un piattino superiore saldato.
Come barra abbiamo deciso di utilizzare la vecchia in alluminio: per evitare il contatto tra alluminio e acciaio (corrosione sicura per l’alluminio) abbiamo deciso di mantenere la vecchia plastica attorno alla parte terminale della barra, che è stata unita al timone con due viti.
Ora mancano solo le femminelle e le scottine per sollevare/abbassare la pala.
Ecco qualche immagine (scadente) della lavorazione di sabato mattina, promettiamo foto migliori appena avremo finito:
Proprio così non ci siamo ancora arresi!
Presto avrete nostre notizie, e chissà forse il nostro fly tornerà in acqua molto prima di quanto si potesse pensare…
Intanto che andiamo da Matteo (grazie, Matteo) di Imola a prendere il timone per replicarlo come piccoli orientali, Marco su facebook ci ha chiesto aiuto.
(a proposito: visitate il nostro gruppo e iscrivetevi, orsù!)
Marco ha appena comprato un FJ, messo maluccio, e chiede:
“In particolare vi chiedo info sul circuito randa,fiocco e trasto.
Inoltre il mio fj è senza boma quindi vi chiedo ,anche, se dalle vs parti è possibile acquistarne qlc usato .Io vivo a parma.
Se non rompo troppo puoi mandarmi delle foto sui circuiti………grazie mille.”
Come saprete tutti il circuito della scotta randa è stato spiegato ampiamente qui. Non è l’unico possibile, ce ne sono di mille tipi diversi: alcuni sono sul sito Harken in pdf. Il nostro ci è sembrato il più semplice e forse più economico, chissà se ci abbiamo preso
Riepiloghiamo le ultime puntate:
- mille vicessitudini per mettere a posto gli ultimi dettagli, con la barca già in spiaggia
- barca in acqua
- timone spezzato prima di partire. Si è rotta la testa, di plastica, maledetto chi l’ha pensata.
- nessuno disposto a farcene una in breve tempo
- nessuna voglia di spendere 80 euro per comprarla
- ferie
- sconforto
- barca a casa.
Per fortuna il timone non si è rotto in navigazione. Però ora dobbiamo trovare chi ci ricostruisce il pezzo (forse in alluminio, forse l’abbiamo trovato), e aspettare tristi e mogi fino all’anno prossimo.
Il problema sarà principalmente smontare i vecchi agugliotti dallo specchio di poppa, perchè un bullone è spanato, e rimettere con una certa sicurezza i nuovi; oltre a fare un progettino degno della nuova testa.
NON SIAMO DISPERSI!!!
Non si direbbe ma non ci siamo persi nel mare o scappati in qualche isola deserta
semplicemente dopo un’estate un pò tormentata abbiamo riportato la nostra cara barchetta a casa e abbiamo chiuso la stagione estiva.
Stagione che per dirla tutta è partita si e no… colpiti in alcuni eventi sia nel fisico che nell’orgoglio!
vi assicuro che fa molto più male l’orgoglio.
Inutile raccontare gli episodi e le difficoltà ci penserà il nostro tecnico ingegnere Michele, sviscereremo gli imprevisti che abbiamo incontrato sul nostro percorso e le rotture causate dal mal tempo e dalla nostra inesperienza ma, alla fine, è andato tutto per il meglio.
Mi raccomando AIUTATECI a sostenere il blog e CONTRIBUITE il più possibile con le vostre opinioni e commenti.
Grazie a tutti
stay hungry, stay foolish!